domenica 12 febbraio 2017

Francesco Gabbani - Occidentali's Karma - Sanremo 2017

Francesco Gabbani canta Occidentali's Karma al Sanremo 2017

La mediocrità innanzitutto!

Questa volta ho sbagliato! Per la prima volta in 4 anni non ho previsto il vincitore di Sanremo. Ha vinto Francesco Gabbani con Occidentali's Karma. Una canzone che non vale più di un tormentone estivo, e che, di conseguenza, ha fatto presa su un festival che ha sempre fatto della mediocrità il suo punto di forza. Era prevedibile, quindi me ne faccio un "mea culpa". Mi consola vedere che i miei due candidati, Fiorella Mannoia e Ermal Meta, sono arrivati in seconda e terza posizione, vincendo pure il premio della critica.

Cos'è la scimmia nuda che balla?

Se la canzone non vale più di un tormentone estivo, il testo dal canto suo, ha qualcosa da dire. Per capirne il significato ci dobbiamo chiedere: chi è o cos'è la scimmia nuda che danza? La scimmia nuda che danza altro non è che l'essere umano, che, dopo 250 mila anni di evoluzione, se si dovesse togliere i vestiti, altro non sarebbe che una scimmia nuda! E quando compare questa scimmia nuda che danza? Ogni volta che l'essere umano ha toccato il fondo.
Prendiamo qualche frase dal testo e cerchiamo di capire. Si parla innanzitutto di cultura occidentale, anzi, per citare qualcuno, della cultura superiore occidentale. Una cultura superiore che ha portato pure a sconvolgimenti tecnologici. Un esempio? Se state leggendo questo articolo siete connessi ad Internet, magari con uno smartphone! Ma a cosa ha portato tutta questa tecnologia? A creare un uomo contemporaneo come l'uomo del neolitico, che vive in stanze da 2 metri per 3, ed esprime il suo essere superiore partecipando ad attività tremendamente idiote. Samuele Gabbani parla di gruppo dei selfisti anonimi, ma in realtà sta parlando di tutti quei gruppi che nascono nei social, di chi sta ora a leggere monate su facebook, a cliccare mi piace, a pubblicare le foto del pranzo....

sabato 11 febbraio 2017

Vietato Morire - Ermal Meta - Sanremo 2017

Ermal Meta canta Vietato Morire a Sanremo 2017

Ermal Meta candidato alla vittoria finale con Fiorella Mannoia.

Senza dubbio uno dei papabili per la vittoria finale. Ogni anno scelgo due cantanti e indovino sempre: quest'anno i due candidati sono Fiorella Mannoia e Ermal Meta. Vediamo se per la quarta volta di fila indovino.

Una canzona che eccelle in questo Sanremo.

La canzone è interessante, decente come arrangiamenti e interpretazione, e discreta come testo. Visto l'attuale panorama sanremese direi quindi che questo brano rappresenta un'eccellenza! Vietato morire è un'inno alla vita e la canzone scorre leggera e quasi allegra. Molto meno melensa e sdolcinata della maggior parte dei brani i gara.

Una  canzone sulla violenza domestica.

Di cosa si parla in questo brano? Di violenza domestica. Di un bambino che per anni ha subito delle violenze dai propri genitori. Ma non è una canzone patetica e disperata, anzi. L'esortazione è quella di convertire la violenza subita in forza e volontà di amare. La violenza esiste per tutti, a qualunque età, in qualunque contesto, ma esiste anche l'amore. È l'amore la forza più grande ed è l'amore che rende gli uomini grandi uomini. È vietato morire! Ovvero è vietato arrendersi in questa battaglia, ovvero è vietato accettare la violenza come qualcosa dalla quale non riusciremo mai a liberarci. È vietato pensare alla violenza come una componente della vita, è vietato pensare alla violenza di invincibile. Vietato morire, dobbiamo continuare a sognare, a credere in un mondo migliore, a credere che la violenza possa essere battuta, che l'amore vince sulla violenza, che l'amore non ci tradisce mai e che l'amore ci renda più grande.

mercoledì 8 febbraio 2017

Sergio Sylvestre - Con te - Sanremo 2017

Sergio Sylvestre canta con te a Sanremo 2017

Sergio Sylvestre: Sanremo ultima spiaggia.

Eccone un'altro di quelli di amici. Il vincitore dell'edizione 2015, anche lui in cerca di visibilità in questo festival dei sopravvivendi, ovvero di cantanti che cercano in tutti i modi di mantenere quel minimo di popolarità. Certo, a leggere il testo della canzone, viene da chiedersi se era necessario che un autore venisse qui fin dalla lontana California. Certo si è integrato molto bene in Italia, e infatti il suo testo parla di amore. Il protagonista è stato lasciato dalla ragazza, ed ora soffre. Sente un forte vuoto dentro di se, si sente a pezzi, ha nascosto le lacrime.... originale vero?
Credo non sia necessario aggiungere nulla relativamente al testo, che comunque lo trovate in fondo a questo post.

Do retta a te - Nesli e Alice - Sanremo 2017

I
Nesli e Alice cantano do retta a te al Festival di Sanremo 2017
l RAP in Italia e il RAP in America.

Ecco un altro testo mezzo rap. Dico mezzo perchè il testo di RAP ha solo il no-sense e la stesura dadaistica. Quello che non è RAP è il contenuto: una banale, scontata, solita canzone d'amore, degna di Sanremo. Credo che un rapper che voglia davvero essere tale dovrebbe prima studiare: andare a leggere i testi dei grandi rapper d'oltre oceano, studiarli, capirne il senso e solo dopo mettersi a fare RAP in italiano. I primi lo facevano, e ne sono venuti fuori dei lavori eccellenti. Vi invito a riascoltare "Fight to Faida" di Frankie Hi NRG o il mio nome è nessuno degli articolo 31. Il rap è questo: una musica di protesta e rabbia nata nei vicoli delle metropoli americane. Almeno  quello dell'east coast. Poi è arrivato anche il RAP della weast coast. Qui i testi hanno, almeno parzialmente, abbandonato la connotazione politica. Si parla di soldi, divertimento e amore, ma non come fa Nesli: qui si parla di soldi guadagnati spacciando, di sesso in modo sporco e volgare, di divertimenti di basso profilo. Ma, soprattutto, in tutto questo non manca mai una certa dose di fisicità: il RAP nasce come sfida tra due persone, e vince quello che, col proprio canto, riesce a sopraffare l'avversario. Per vincerlo è necessario un testo efficacie, un'impostazione di voce "carismatica" e una notevole presenza scenica. Non siamo americani, questo lo so, ma proprio per questo dico: fate musica italiana, oppure, se fate RAP, fatelo bene. Lo dico in altre parole: se il RAP lo cantate in italiano, ci togliete la "fisicità" e ci mettete un banale testo d'amore, cosa resta? Una voce che parla sopra una base... Il nulla! Certo, la musica va avanti, ed è sbagliato pretendere che Nesli copi gli americani, ma cambiare non significa necessariamente essere innovatori!
Mi rendo conto che sono un po' acido quando scrivo su Sanremo, forse ascoltare tutti i pezzi e rimanerne invariabilmente deluso mi crea quest'effetto. Magari tra un mese rileggerò questo post e lo cambierò.

lunedì 6 febbraio 2017

Samuel - Vedrai - Sanremo 2017

samuel dei subsonica canta vedrai al festival di sanremo 2017

Una prova importante per Samuel, ex Subsonica.

Un ruolo impegnativo quello di Samuel: se ti presenti come solista e sei l'ex front-man dei Subsonica non puoi sbagliare! Ci sono grandi aspettative e nessuna scusa. I Subsonica erano considerati uno dei gruppi più avveniristici del panorama italiano e, forse, anche mondiale. Non si può essere rivoluzionari troppo a lungo e quindi la scelta di dividersi, una volta esaurita la vena creativa, la condivido completamente. Ora bisogna capire come intende continuare Samuel.

Un testo che parla di apocalisse

Il testo della nuova canzone è senza dubbio interessante. E' la voce di un popolo, potrebbe essere quello italiano, ma anche quello di qualche popolazione immigrata (il vento di libeccio che dall'Africa soffia lieve su noi la sua sabbia). Certo è che questo popolo (o chiamiamolo semplicemente comunità) sta attraversando un momento difficile. Un momento difficile del quale non si vede la fine, anzi, che sembra senza speranza. E' una sensazione molto condivisa in questi anni, anni in cui le fabbriche chiudono, la guerra sta distruggendo nazioni, le grandi migrazioni stanno spopolando interi continenti, il clima sta cambiando e cambiando porta disastri, come siccità, alluvioni, uragani...

domenica 5 febbraio 2017

Di Rose e di spine - Al Bano Carrisi - Sanremo 2017

Al Bano Carrisi canta di rose e di spine a Sanremo 2017

Al Bano torna a Sanremo

Sono andato a leggermi il testo nella speranza di trovare qualcosa di diverso da quello che mi aspettavo. Qualcosa di nuovo, qualcosa che mi facesse dire: Albano ha ancora qualcosa da dire. Si, perché Al Bano nella sua carriera è riuscito ad estrarre dal cilindro delle vere perle. Oggi, complice l'età, e un'evoluzione musicale rispetto alla quale non riesce a tenere il passo, è diventato un fenomeno alquanto vintage. Uno di quei personaggi che ti aspetteresti di trovare in quelle trasmissioni che ci mostrano la RAI degli anni 50.

Di rose e di spine: un nuovo Al Bano?

Ma fiducioso sulle indubbie capacità dell'artista, speravo davvero di restare sorpreso. Invece niente! Nessuna sorpresa! Tutto previsto, prevedibile e, aggiungerei, ovvio. Di rose e di spine ci fa subito pensare all'amore: l'amore è bello e profumato come una rosa, ma, come il fiore, ha anche le spine. Troppo ovvio, sicuramente c'è un doppio senso. A cosa si riferirà veramente la canzone?

Ragazzi fuori - Clementino - Sanremo 2017

Clementino canta ragazzi fuori al Festival di Sanremo 2017

Il rap sdoganato a Sanremo

L'arrivo di giovanotti a Sanremo fece molto discutere. Un rapper al festival della canzone italiana! Ma dico, il tempio della buona musica invasa da uno che parla??? Sarebbe interessante discutere sulla corretta definizione di buona musica, resta il fatto che ormai il rap è stato completamente sdoganato. E poi chissà, magari tra qualche anno vedremo anche bello figo al festival.
Intanto il rapper di Avellino si presenta al festival con questa "ragazzi fuori".

I ragazzi fuori secondo Clementino

Una canzone dedicata a questi ragazzi, cresciuti a pane e veleno, nel ghetto, dormendo in stanze piene di calcinacci, trascorrendo notti fredde, dure e difficili in attesa che arrivi l'alba. Ragazzi che dormono in stazione. Che stanno sempre male, ma che la cosa ormai non ha nessuna importanza. Ragazzi invisibili, dei quali la società si è voluta dimenticare. Ragazzi che hanno raschiato il fondo del secchio, che hanno adorato il Dio sbagliato e che sono rimasti soli.
Ecco, Clementino vuole scrivere su un muro tutte le loro storie. Mi ricorda una frase scolpita su un letto di pietra ad Auschwitz: "sto morendo e nessuno ha scritto la mia storia". Ragion per cui lo stesso scrittore Sepulveda scrisse "le rose rosse d'Atacama", per scrivere la storia di chi almeno per un giorno è stato qualcuno.